• Maltempo in mare cosa fare
  • 30/12/2014

Viste le tragedie accadute in mare in questi giorni e vista questa ondata di freddo e maltempo che è arrivata a salutare il 2014, ci pare doveroso riprendere un articolo di Gianfranco Fialdini per Nautica , in cui si elencano alcune precauzioni da prendere quando si decide di uscire in mare nonostante il maltempo.

Innanzitutto è necessario informarsi sulle condizioni meteo previste, se è in arrivo una buriana è bene aspettare che passi prima di partire. E' inoltre opportuno pianificare, carta alla mano in quali porti o ancoraggi e possibile rifugiarsi in attesa di condizioni meteo migliori. Dopo aver ben chiara la situazione meteo bisogna passare al controllo della propria imbarcazione, per capire se può o meno affrontare condizioni di cattivo tempo.

Innanzitutto bisogna chiedersi se la barca è in ordine per prendere venti di trenta/quaranta nodi; se gli attacchi delle crocette, il sartiame, sono sotto controllo; se i tronchetti sono liberi o sono ingrassati e quindi bloccati; le vele in che stato sono? Bisogna controllare di avere a bordo una randa da tempo cattivo (superfice ridotta) e un fiocco e una tormentina in buono stato.

Infine bisogna chiedersi che tipo di equipaggio si ha a disposizione, se di esperienza o meno; una volta fatto tutto ciò si potrà decidere se partire o meno nonostante il cattivo tempo.

Il Mediterraneo è un mare in cui normalmente non si alza troppo mare, ma il vento è spesso molto forte, in occasione di maestralate, libecciate, sciroccate. E che dire del Meltemi? Il "periodo" delle onde è più breve, e questo porta la barca a "battere" maggiormente. Prendere dei "colpi di mare" nel golfo del Leone come nel Canale di Sicilia o nel golfo di Taranto non è da principianti. Quando si decide di andare per mare in quelle condizioni di vento e di mare, presenti o annunciate, e cioè con mari forza cinque-sei e vento forza sette- otto, un minimo di riflessione sulle condizioni dello scafo, dell'alberatura e velatura, dell'equipaggio di cui si dispone, è d'obbligo.

Importante:

Tendere l'amantiglio, lo strallo di prora (per rendere l'albero più solido ed eliminare la "catenaria" di prora).

La presa di mani di terzaroli servirà ad "appiattire" la randa, rendendola più adatta a sopportare i venti forti.

Per diminuire la "portanza" delle vele, è opportuno "scarrellare" ovvero portare il carrello della scotta della randa all'estremità sottovento della rotaia, così come arretreremo il carrello della scotta del fiocco. In tal modo si appiattisce il fiocco nella parte bassa permettendo così lo "scarico" laterale del vento.

Sono piccoli accorgimenti, che consigliamo di provare in uno specchio acqueo riparato, magari con vento forte e mare calmo, in modo da acquisire quegli automatismi necessari per poter navigare in sicurezza anche in presenza di condizioni meteo avverse.

Felice anno nuovo dallo staff di Palermo Group.

BURRASCA IN ARRIVO: ECCO COSA FARE

  1. Controllare che gli scarichi del pozzetto siano aperti.

  2. Chiudere tutti i boccaporti e gli oblò.

  3. Tenere a portata di mano il tambuccio per poter chiudere il boccaporto di accesso all'interno.

  4. Chiudere tutte le prese a mare.

  5. Controllare il rizzaggio del canotto di salvataggio verificando che sia "in chiaro" la ritenuta che ne permette l'autogonfiaggio.

  6. Verificare che nulla sia in bando sulla coperta o nel pozzetto.

  7. Alzare il riflettore radar. Oltre a semplificare le eventuali operazioni di ricerca, serve per evitare collisioni con navi mercantili.

  8. Controllare che le maniglie dei verricelli abbiano il "fermo" inserito.

  9. Controllare che le manovre dell'albero siano in chiaro.

  10. Controllare che i fiocchi e la tormentina siano in ordine (con particolare controllo dei garrocci e dei grilli).

  11. Controllare la randa (drizza in chiaro) e l'efficienza del sistema della presa di mani di terzaroli.

  12. Un'ora prima della partenza o dell'arrivo della burrasca, assumere medicinali contro il mal di mare (cerotto, pillole), se nell'equipaggio ci sono sofferenti.

  13. Stivare tutto in modo che non vi siano oggetti liberi di muoversi. Rizzare eventuali contenitori.

  14. Controllare la perfetta funzionalità delle pompe di sentina.

  15. Assicurarsi che ogni componente dell'equipaggio conosca l'ubicazione dei razzi di soccorso, degli estintori e della cassetta di pronto soccorso. Se necessario, spiegare l'uso della radio.

  16. Preparare per tempo del brodo caldo, caffè e/o the e versarlo in uno o più thermos.

  17. Preparare panini, gallette o biscotti e tenerli in un luogo dove non possano bagnarsi.

  18. Se si prevede che la burrasca arrivi di notte, prendere almeno una mano di terzaroli e alzare il fiocco o la tormentina quando c'è ancora la luce. Meglio sempre stare "sotto invelati", la notte, e farsi trovare già in assetto quando arriva la buriana.

  19. Controllare la carica delle batterie, mettendole sotto carica se necessario.

  20. Controllare l'efficienza della radio. Tenere un telefono cellulare (carico) e acceso con la predisposizione del numero verde della Capitaneria di Porto (se la navigazione è in prossimità della costa).

  21. Indossare le cinture di sicurezza, controllando che il cavo di ritenuta sia in chiaro e vincolato allo scafo. Se possibile, fissare la "life-line", un robusto cavo che va da poppa a prora ben legato alle strutture fisse.

  22. Indossare il vestiario idoneo per il periodo, tenendo presente che si può soffrire il freddo anche in piena estate. Mettere calze di lana o termiche e stivali in modo da stare all'asciutto. Tenere pronta una muta di ricambio.

  23. Tenere sul tavolo da carteggio la carta ben fissata e avere l'avvertenza di seguire con cura la navigazione (anche se solo stimata). Servirà ad avere un'idea abbastanza precisa del "dove siamo". Scrivere sul brogliaccio i dati che ci servono: velocità, rotta, forza e direzione del vento.

  24. Indossare il giubbotto salvagente anche se ci dà fastidio nei movimenti. L'obbligo diventa assoluto per chi manovra all'albero e ancor più a prora.

  25. Controllare che il motore sia in ordine e pronto a partire.

  26. Tenere d'occhio il barometro: quando scende la perturbazione arriva. Quando accenna a risalire è tempo di pensare ad assumere un assetto con maggiore velatura, che aumenteremo gradualmente.

  27. Tenere ben presente la zona di mare in cui si naviga. Navigare nel golfo di Trieste o nell'arcipelago Toscano è cosa ben diversa dal navigare nel canale di Sicilia, nello Jonio fra l'Italia e la Grecia o nel golfo del Leone.




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